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L'epoca Repubblicana


 Alla guerra sociale (91-88 a.C.) segue un lungo silenzio delle fonti; quasi nulla sappiamo di ciò che accade ad Ascoli tra l’inizio e la metà del I secolo a.C. La guerra ha lasciato macerie e desolazione, come racconta la piccola iscrizione della Fortuna Respiciens, la Fortuna che si volta indietro per prestare soccorso. Ascoli era però già avviata a diventare città; lo testimoniano le fasi più antiche di Porta Romana (l’accesso da ovest) e pochi altri resti archeologici sparsi in città, oltre al racconto sull’esistenza di una grande biblioteca.
Gli oggetti di uso quotidiano provenienti dal Tirreno, le ceramiche a vernice nera e le lucerne realizzate al tornio, diventano sempre più frequenti a testimonianza della diffusione della nuova cultura romana che ha il suo apice artistico, in questo periodo, nell’esecuzione di ritratti realistici e fortemente espressivi.

Masterpieces

Ritratto maschile

Provenienza sconosciuta
Marmo – inizio I sec. a.C.

La testa ritrae un uomo di età avanzata. Ha una fronte alta e spaziosa con un’ampia ruga centrale e altre meno evidenti. I grandi occhi, incorniciati da lunghe palpebre sono contraddistinti, nella parte interna, da due fori realizzati con il trapano. Sotto gli occhi sono disegnate due profonde borse, sottolineate da un forte chiaroscuro.

La bocca, sottile e serrata, accenna un lieve sorriso, dietro al quale le labbra sembrano scomparire.
I capelli, acconciati in ricche ciocche ondulate, partono dalla sommità del capo e sono pettinati in avanti. La fisionomia richiama quella di molti ritratti di Cesare ma l’identificazione non appare certa soprattutto per la mancanza di un tratto distintivo, il naso.
Non è stato possibile individuare la provenienza del ritratto; l’analisi stilistica lo colloca nella seconda metà del I secolo a.C.

 
 
 

Iscrizione Funebre

Ascoli Piceno – Palazzo Trocchi
Travertino – fine I sec. a.C.

Il frammento di iscrizione indicava la sepoltura di un grosso personaggio ascolano, di cui purtroppo non conosciamo il nome, e della sua famiglia. Appartenente all’aristocrazia cittadina, aveva percorso una brillante carriera politica che l’aveva portato a ricoprire tutte le più importanti cariche, religiose e civili, della colonia di Asculum. Tra le cariche pubbliche le funzioni religiose erano aperte anche ai liberti (gli schiavi liberati che non godevano però di diritti politici) ma quelle civili erano riservate ai cittadini liberi.

Il personaggio dell’epitaffio (iscrizione funebre avente come scopo onorare e ricordare un defunto) era stato pontifex (i pontefici erano membri di un collegio a carattere giuridico-sacerdotale, custodi e interpreti delle tradizioni giuridiche romane), duovir iure dicundo ( la più alta carica politica nelle colonie romane; erano due magistrati dotati di poteri giurisdizionali e, al pari dei consoli a Roma, duravano in carica un anno) e duovir quinquennalis (ogni cinque anni i duoviri iure dicundo assumevano gli stessi poteri e incarichi dei censori a Roma; provvedevano cioè ad effettuare il censimento della popolazione).

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