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Piazza Arringo, 28 - 63100 Ascoli Piceno
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Benvenuti al Museo Archeologico

di Ascoli Piceno

Il Museo Archeologico Statale di Ascoli Piceno è un’istituzione culturale in continuo dialogo con la città. La conservazione e la cura delle testimonianze materiali del territorio sono il punto di partenza per la conoscenza e la condivisione dei valori che tali testimonianze continuano a trasmettere.

Esso nasce come Museo del Territorio Ascolano con una particolare attenzione alla fascia meridionale e alle valli dei fiumi Tronto e Tesino. Continua, infatti, idealmente la funzione del Civico Museo Archeologico di Ascoli, una delle più importanti raccolte storiche dell’archeologia marchigiana, forte di 15.000 pezzi e nota soprattutto per il materiale piceno.

La raccolta civica sorse sul lascito di Alessandro Maria Odoardi, ascolano di origine e vescovo di Perugia. Alla fine del XVII secolo egli donò alla città natale la sua collezione privata in gran parte composta di antichità etrusche.

Su questo nucleo, il Comune, subito dopo l’Unità d’Italia nel 1861, decise di creare un museo, incaricando della sua cura e del suo ampliamento Giulio Gabrielli. Questi, pur non avendo una preparazione archeologica accademica, comprese che il museo non poteva più essere solo una semplice raccolta di antichità. Perlustrò senza sosta il territorio delle Marche meridionali e dell’Abruzzo settentrionale alla ricerca dei materiali che, casualmente, i contadini riportavano alla luce durante i lavori agricoli.  Testimonianze delle sue ricerche sono oggi conservate nei suoi numerosi manoscritti, fonte inesauribile di notizie non solo archeologiche ma anche storiche e di costume.

Il primo cinquantennio del Novecento fu un periodo piuttosto travagliato poiché il museo dovette più volte cambiare la propria sede; dal Palazzo dell’Arengo venne trasferito a Palazzo dei Capitani e, successivamente sfrattato per ordine delle Milizie Fasciste, tornò alla sede originaria ma non fu riallestito. I reperti rimasero chiusi in casse di legno fino alla fine della seconda guerra mondiale quando Nereo Alfieri nel 1947, su incarico della Soprintendenza, ne stilò un inventario sommario.

Nel 1981 una Convenzione tra il Comune di Ascoli Piceno e la Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Marche stabilì che i materiali della collezione civica fossero valorizzati nel nuovo Museo Archeologico Statale, inaugurato il 13 giugno nel rinascimentale Palazzo Panichi, da poco restaurato. La raccolta fu ampliata grazie a nuovi scavi che resero più completo il quadro storico.

Oggi il Museo ha il suo fulcro nella sezione picena con le sue scintillanti parures di gioielli in bronzo, ferro e ambra e le sue temibili armi. Al piano terra trovano spazio i resti della romana Asculum, dai monumenti iscritti in travertino al mosaico con maschera centrale bifronte. In allestimento, al secondo piano, la sezione preistorica.

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